[:it]Nel calcio il tentativo di eludere l’avversario e l’arbitro esiste da quando è nato il calcio: dalle simulazioni in campo ai tesseramenti fasulli l’arco dei tentativi ideati e/o realizzati potrebbe riempire un libro intero.

I fratelli tedeschi, sebbene non gemelli, Foerster, che militavano nello Stoccarda, si fecero invece forte della loro somiglianza, merito di soli due anni di differenza e dei lunghi capelli biondi che li contraddistinguevano in gioventù, per ingannare la giacchetta nera nel corso di un match di Coppa UEFA.

Stoccarda e Colonia si stavano affrontando il 26 novembre 1980 nell’andata di un derby fratricida degli ottavi di finale dell’allora “terza coppa” continentale. Il più giovane Karl Heinz, che fu anche autore di una rete nel match, era già finito in precedenza sul taccuino dell’arbitro svedese Rolf Eriksson, essendosi fatto sventolare qualche minuto prima un cartellino giallo. Un successivo fallo portò il direttore di gara ad estrarre il secondo giallo e dunque a decretare l’ovvia espulsione, senonchè, all’istante il fratello Berndt “si fece sotto” mostrando il suo numero di maglia, salvando così il “minore” dal provvedimento.

Tuttavia, negli spogliatoi, i due fratelli non seppero far altro che vantarsi con alcuni giornalisti “amici” del club bavarese del “colpo” riuscito; tanto bastò che le voci giunsero dritte dritte alle orecchie dei dirigenti UEFA, che squalificarono entrambi dalla competizione per il gesto antisportivo.

Karl Heinz si beccò ben 5 turni di sospensione, scontando così anche l’espulsione non subita mentre il “salvatore” Berndt stette fermo ai box per quattro partite. Purtroppo per loro, nel match di ritorno lo Stoccarda fu sconfitto per 4-1 dopo i tempi supplementari dal Colonia, che seppe così ribaltare il risultato dell’andata, eliminandoli dalla competizione.

I due fratelli Foerster militarono assieme nello Stoccarda fino al giugno 1986.[:en]Nel calcio le furbate che la storia può annoverare sono molte: dalle simulazioni in campo di ogni tipo ai tesseramenti fasulli l’arco dei tentativi ideati e/o realizzati potrebbe riempire l’enciclopedia.

I fratelli tedeschi (ma non gemelli) Foerster, che militavano nello Stoccarda, utilizzarono la forte somiglianza, frutto dei soli due anni di differenza e dei lunghi capelli biondi che li contraddistinguevano in gioventù, per ingannare il direttore di gara nel corso del match di Coppa UEFA.

Stoccarda e Colonia si stavano affrontando il 26 novembre 1980 nell’andata di un derby fratricida degli ottavi di finale dell’allora competizione riservata ai clubs piazzati nei tornei nazionale. Il più giovane Karl Heinz, tra l’altro in rete nella partita, era già finito sul taccuino dell’arbitro svedese Rolf Eriksson per un cartellino giallo. Ad un successivo fallo compiuto dallo stesso, mentre la giacchetta nera stava per estrarre il secondo cartoncino che avrebbe decretato l’espulsione, il fratello Berndt si fece sotto mostrando il suo numero di maglia e salvando dunque il “piccolo” dall’onta del provvedimento disciplinare.

Tuttavia, negli spogliatoi, i due fratelli si vantarono con alcuni giornalisti “amici” del club bavarese del “colpo” riuscito; tanto bastò che le voci arrivarono alle orecchie dei dirigenti UEFA, che squalificarono entrambi dalla competizione per il gesto antisportivo.

Karl Heinz si beccò ben 5 turni di sospensione, scontando così anche l’espulsione non subita mentre il “salvatore” Berndt stette ai box per quattro partite. Purtroppo per loro, nel match di ritorno lo Stoccarda fu sconfitto per 4-1 dal Colonia, che ribaltò nei tempi supplementari il doppio confronto, eliminandoli dalla competizione.

I due fratelli Foerster militarono assieme nello Stoccarda fino al giugno 1986.[:]