[:it]

Aurelio de Laurentiis è il Napoli ed il Napoli è Aurelio de Laurentiis, almeno da una decina d’anni. Ma chi è veramente il numero uno dei partenopei? Conosciamolo meglio.

Nasce a Roma il 24 maggio 1949. Il suo legame con Napoli e la Campania è dovuto al fatto che il padre Luigi nacque a Torre Annunziata. Sposato con Jacqueline Baudit, conosciuta in età giovanile in Inghilterra a Bath, dove i due studiavano, ha tre figli: Edoardo, Luigi e Valentina. Il è cinema nel suo DNA: il padre Luigi e lo zio Dino furono tra i più grandi produttori cinematografici in Italia da cui Aurelio da subito ha cercato di imparare il mestiere.

Ha battuto e sperimentato strade nuove, anzi si può dire che la maggiore notorietà gli sia giunta non dalla pluridecennale attività di produttore cinematografico, ma dal suo ingresso nel mondo del calcio con l’acquisto della società Calcio Napoli.
Il debutto imprenditoriale arriva nel 1977: esce infatti il film “Un borghese piccolo piccolo”, pellicola drammatica interpretata da un grande Alberto Sordi.
Sfonda nel mondo del cinema con la sua Filmauro, società indipendente fondata assieme al padre che da sola si occupa di ogni fase della realizzazione di un film, dalla sua produzione alla distribuzione, ma a dispetto del debutto sarà la commedia a consacrare de Laurentiis nel mondo della celluloide.

Arriva prima la commedia di qualità con pellicole del calibro di “Amici miei”, poi è il momento di fortunate serie che di anno in anno scandiscono le festività fino a guadagnarsi l’appellativo di cine-panettoni: la serie Vacanze di Natale supera indenne 30 anni di storia del cinema italiano portando sul grande schermo i comici più in voga così come i giovani emergenti.
Tanti gli artisti che hanno legato il loro nome alle commedie del produttore romano: da Celentano e Pozzetto fino ad arrivare ai fedelissimi Vanzina, Boldi e de Sica passando per Greggio. Ma il cinema di de Laurentiis non è stato solo commedia popolare. Tra gli attori e i registi passati sotto le sue produzioni ci sono nomi di primissimo livello quali Monicelli, Verdone, Benigni, Scola e De Niro.

Aldilà del successo riscontrato al botteghino da tantissimi suoi film, sono molti i riconoscimenti alla carriera di produttore: nel 2002 gli viene riconosciuto dal Ministro degli Esteri francese il titolo di Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres, nel 2007 il sindaco di Roma gli attribuisce il ruolo di Ambasciatore della capitale mentre l’anno seguente gli è riconosciuto il prestigioso titolo di Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica.
Tuttavia è con l’ingresso nel mondo del calcio che diventa noto al grande pubblico. Nel 2004 acquista la Società Calcio Napoli dal Tribunale Fallimentare: la squadra riparte dalla serie C (oggi LegaPro), ma in meno di tre anni i partenopei risalgono la china e tornano in serie A prima, e in Europa poi, passando attraverso l’Intertoto.

In poco tempo da Presidente del Napoli, de Laurentiis raccoglie significativi successi: due Coppe Italia e una Supercoppa di Lega in bacheca mentre in Europa gli azzurri si fanno sempre onore. Prima la Champions League, dove supera le corazzate Borussia Dortmund, Arsenal e Chelsea, poi l’Europa League con la semifinale raggiunta nel 2015, perdendo l’accesso alla finale nel doppio scontro con il Dnper (un goal subito in fuorigioco lo farà letteralmente infuriare). E sempre tenendo la barra dritta verso l’oculata gestione societaria che porta il Napoli ad essere una delle poche società in Europa ad avere i bilanci in regola con il fair play finanziario introdotto da Platini.

Nel mondo del calcio internazionale si è fatto conoscere anche per le sue roboanti dichiarazioni, prime fra tutte le ripetute richieste di riforma di campionato e coppe, al fine di alzare la qualità dello spettacolo calcistico e renderlo più appetibile al grande pubblico. Diversi anche gli scontri linguistici con il sindaco della città De Magistris in merito allo Stadio San Paolo, ritenuto poco accogliente e per nulla “europeo” rispetto alle moderne arene calcistiche.

Tanti gli episodi curiosi durante la sua presenza nel mondo del calcio, fra cui su tutte spicca la fuga sul sedile posteriore di uno scooter subito dopo che vennero stilati i calendari della Serie A 2011-12: il presidentissimo era infuriato perchè, a suo dire, non era stata prestata particolare attenzione al suo Napoli, allora iscritto nella Champions League.

Uscito dagli studi televisivi di Sky con un diavolo per capello, non le mandò certamente a dire, ripreso dalle telecamere e, mettendosi in strada, fermò il primo motorino che passava e si sedette sul sellino posteriore, come se nulla fosse.

[:]